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	<title>Cultura Italia</title>
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	<description>Il blog di cultura italiana</description>
	<pubDate>Wed, 02 Jul 2008 20:08:33 +0000</pubDate>
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		<title>Drosophila vs Superdrosophila</title>
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		<pubDate>Wed, 02 Jul 2008 20:08:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Danilo Ruocco</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Danza]]></category>

		<category><![CDATA[Cinzia Severino]]></category>

		<category><![CDATA[Rosita Mariani]]></category>

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		<description><![CDATA[
Ieri sera, nell&#8217;ambito del Festival Danza Estate, è andato in scena uno spettacolo geniale: Drosophila, clonerie scientifica sul moscerino della frutta per la coreografia, la regia e l&#8217;interpretazione di Rosita Mariani e Cinzia Severino.
Geniale l&#8217;idea di far diventare le drosophile (i moscerini della frutta), solitamente al centro di migliaia di esperimenti scientifici, protagoniste di uno [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><p><!-- 	 	 --></p>
<p style="text-align:justify;">Ieri sera, nell&#8217;ambito del Festival Danza Estate, è andato in scena uno spettacolo geniale: <em><strong>Drosophila, clonerie scientifica sul moscerino della frutta</strong></em> per la coreografia, la regia e l&#8217;interpretazione di <strong>Rosita Mariani</strong> e <strong>Cinzia Severino</strong>.<br />
Geniale l&#8217;idea di far diventare le drosophile (i moscerini della frutta), solitamente al centro di migliaia di esperimenti scientifici, protagoniste di uno spettacolo di teatro-danza (ovvero si potrebbe sintetizzare &#8220;dal vetrino al palcoscenico&#8221;).<br />
Geniale l&#8217;idea di fare un parallelo tra la vita breve (15 giorni) delle drosophile e la vita media delle donne.<br />
Geniale l&#8217;idea di mettere in competizione una drosophila &#8220;normale&#8221; con una geneticamente mutata dall&#8217;uomo e, perciò, diventata una &#8220;superdrosophila&#8221;.</p>
<p style="text-align:justify;">Lo spettacolo è - come dice il titolo -  condotto sul filo dell&#8217;ironia e riesce a far ridere il pubblico fin dall&#8217;inizio, ovvero fin da quando la voce fuori campo (di <strong>Paolo Chechi</strong>) invita a lavare e sterilizzare l&#8217;oggetto dell&#8217;esperimento scientifico e le due interpreti eseguono passandosi la crema su tutto il corpo e depilandosi. Si crea fin da subito, quindi, una discrasia tra le informazioni (non sempre veritiere) veicolate dalla voce fuori campo (che rimanda con il tono a quelle dei documentari in stile Quark) e quanto avviene sul palcoscenico. Una serie di trovate sceniche che, come detto, riescono, pur parlando di drosophile, ad alludere di continuo alla condizione femminile.<br />
Ottima l&#8217;interpretazione delle due coreografe-danzatrici, salutata a fine spettacolo da un prolungato e meritato applauso.<br />
Uno spettacolo da non mancare.
</p>
<p style="text-align:justify;">
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		<title>Una questione di giovani</title>
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		<pubDate>Sat, 28 Jun 2008 08:58:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Danilo Ruocco</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Danza]]></category>

		<category><![CDATA[Caterina Felicioni]]></category>

		<category><![CDATA[Dolores Parisi]]></category>

		<category><![CDATA[Ermanno Barnaba Di Buja]]></category>

		<category><![CDATA[Silvia Iacono]]></category>

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		<description><![CDATA[
Serata hip hop ieri al Festival Danza Estate di Bergamo.
Hanno aperto le danze le allieve (tranne uno) del C.S.C. Anymore. Si sono esibite in un pezzo in cui si è tentato un confronto/amalgama tra una moderna danza del ventre e l&#8217;hip hop da strada. Il livello è stato quello di un saggio di fine anno, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><p><!-- 	 	 --></p>
<p style="text-align:justify;">Serata hip hop ieri al Festival Danza Estate di Bergamo.<br />
Hanno aperto le danze le allieve (tranne uno) del C.S.C. Anymore. Si sono esibite in un pezzo in cui si è tentato un confronto/amalgama tra una moderna danza del ventre e l&#8217;hip hop da strada. Il livello è stato quello di un saggio di fine anno, ma complessivamente gradevole.<br />
A seguire hanno danzato i coreografi <strong>Ermanno Barnaba Di Buja</strong>, <strong>Silvia Iacono</strong> e <strong>Dolores Parisi</strong>, insegnanti del gruppo di giovanissime di cui si è detto. Con la loro energia e bravura sono riusciti a trascinare il pubblico.
</p>
<p style="text-align:justify;">Il clou della serata si è avuto quando sono saliti sul palco i bravissimi danzatori della compagnia <strong>La Route </strong>che hanno portato a Bergamo l&#8217;energia di <em><strong>Lifetime on stage</strong></em> per le coreografie di <strong>Caterina Felicioni</strong>. Lo spettacolo non presenta una storia, ma una serie di frammenti, di incontri tra persone. Il tutto con classe e bravura acrobatica. In particolare, nella prima parte dello spettacolo, la coreografia ha insistito su movimenti che potessero evidenziare la classe e la sensualità che è possibile esprimere anche per mezzo di una danza da strada come è l&#8217;hip hop. La seconda parte dello spettacolo, invece, ha messo l&#8217;accento sui movimenti acrobatici, sottolineando come l&#8217;hip hop sia anche una questione di giovani maschi che si sfidano a esibirsi in una serie di movimenti sempre più difficili. Il risultato è stato uno spettacolo trascinante e da non mancare.</p>
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		<title>Ridere con e della danza</title>
		<link>http://culturaitalia.wordpress.com/2008/06/24/ridere-con-e-della-danza/</link>
		<comments>http://culturaitalia.wordpress.com/2008/06/24/ridere-con-e-della-danza/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 24 Jun 2008 20:31:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Danilo Ruocco</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Danza]]></category>

		<category><![CDATA[Michela Sale Musio]]></category>

		<category><![CDATA[teatro danza]]></category>

		<category><![CDATA[Tiziana Troja]]></category>

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		<description><![CDATA[Ieri sera, nell&#8217;ambito del Festival DanzaEstate 2008, la compagnia LucidoSottile ha presentato lo spettacolo Speradiserabeltemposi&#8230;rosso di e con  Michela Sale Musio e Tiziana Troja. Si tratta di uno spettacolo di danza divertentissimo, nel quale le due danzatrici coreografe si fanno beffe della danza contemporanea presentando al pubblico bergamasco uno spettacolo di teatro danza. Una [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><p style="text-align:justify;">Ieri sera, nell&#8217;ambito del Festival DanzaEstate 2008, la compagnia LucidoSottile ha presentato lo spettacolo <strong><em>Speradiserabeltemposi&#8230;rosso</em></strong> di e con  <strong>Michela Sale Musio </strong>e <strong>Tiziana Troja</strong>. Si tratta di uno spettacolo di danza divertentissimo, nel quale le due danzatrici coreografe si fanno beffe della danza contemporanea presentando al pubblico bergamasco uno spettacolo di teatro danza. Una parodia che sconfina nella satira.</p>
<p style="text-align:justify;">Quel che le due coreografe dicono è molto semplice: la danza contemporanea sta diventando un&#8217;arte sempre più di nicchia e, sostanzialmente, noiosa in quanto troppo autoreferenziale&#8230; Certo la soluzione non la si trova negli stacchetti ballati che passano in televisione, ma una de-concettualizzazione della danza contemporanea sembra ormai non solo irrinunciabile, ma non più rimandabile.</p>
<p style="text-align:justify;">Si è detto che quello delle due coreografe è uno spettacolo di teatro danza: non solo le due danzatrici dimostrano di essere padrone delle tecniche della danza contemporanea, ma si cimentano (vincendo la sfida) anche con la recitazione e con il canto. Il risultato è uno spettacolo trascinante, con ottimi tempi comici che ha coinvolto il pubblico in sala.</p>
<p style="text-align:justify;">Lunghi e meritati applausi al calar del sipario.</p>
<p style="text-align:justify;">
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		<title>Paganini non convince</title>
		<link>http://culturaitalia.wordpress.com/2008/06/20/paganini-non-convince/</link>
		<comments>http://culturaitalia.wordpress.com/2008/06/20/paganini-non-convince/#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 20 Jun 2008 19:21:03 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Danilo Ruocco</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Danza]]></category>

		<category><![CDATA[Luigi Martelletta]]></category>

		<category><![CDATA[Raffaele Paganini]]></category>

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		<description><![CDATA[Esordio ieri sera della ventesima edizione del Festival Danza Estate che si è trasferito nella nuova sede del Polaresco di Bergamo.
A inaugurare il Festival c&#8217;era Raffaele Paganini e la Compagnia Almatanz, composta, in prevalenza, da giovanissimi danzatori. In programma era previsto Omaggio a Béjart e avrebbe dovuto danzare anche Grazia Galante che del grande coreografo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><p style="text-align:justify;">Esordio ieri sera della ventesima edizione del <strong>Festival Danza Estate</strong> che si è trasferito nella nuova sede del Polaresco di Bergamo.<br />
A inaugurare il Festival c&#8217;era <strong>Raffaele Paganini</strong> e la Compagnia Almatanz, composta, in prevalenza, da giovanissimi danzatori. In programma era previsto <em>Omaggio a Béjart</em> e avrebbe dovuto danzare anche Grazia Galante che del grande coreografo da omaggiare è stata allieva. Per imprecisati motivi tecnici, però, Grazia Galante non si è esibita e delle coreografie di Maurice Béjart non si è vista l&#8217;ombra.<br />
Lo spettacolo, quindi, si è limitato alla presentazione al pubblico delle coreografie un po&#8217; scialbe firmate da <strong>Luigi Martelletta</strong>, interpretate in modo non del tutto convincente da Raffaele Paganini che è ha dato la spiacevole sensazione di non essere in piena forma.<br />
Un senso di fresca giovinezza, invece, hanno trasmesso i danzatori della compagnia che, in <em>Chiamiamolo Sud</em> si sono esibiti da soli, riuscendo a coinvolgere il pubblico. Del gruppo, vale la pena ricordare <strong>Carlo Piacenza</strong>, <strong>Davis Rada</strong> e <strong>Riccardo Riccio</strong>.<br />
In definitiva, chi ieri non è riuscito a essere presente all&#8217;apertura del Festival Danza Estate non ha molto di cui rammaricarsi.
</p>
<p style="text-align:justify;">
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		<title>Il ritorno</title>
		<link>http://culturaitalia.wordpress.com/2008/04/29/il-ritorno/</link>
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		<pubDate>Tue, 29 Apr 2008 21:31:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Danilo Ruocco</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Teatro di prosa]]></category>

		<category><![CDATA[Alex Cendron]]></category>

		<category><![CDATA[Gigio Alberti]]></category>

		<category><![CDATA[Milva Marigliano]]></category>

		<category><![CDATA[Sergio Pierattini]]></category>

		<category><![CDATA[Veronica Cruciani]]></category>

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		<description><![CDATA[Il ritorno di Sergio Pierattini è, tutto sommato, un testo ben riuscito: due dei quattro personaggi non sono del tutto convincenti, ma, nel complesso, il testo regge. I due personaggi un po&#8217; carenti sono il padre e la figlia, le cui motivazioni o non sono del tutto sviscerate (nel caso delle figlia) o paiono un [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><p style="text-align:justify;"><span style="font-family:verdana;font-size:medium;"><strong><em>Il ritorno</em></strong> di <strong>Sergio Pierattini</strong> è, tutto sommato, un testo ben riuscito: due dei quattro personaggi non sono del tutto convincenti, ma, nel complesso, il testo regge. I due personaggi un po&#8217; carenti sono il padre e la figlia, le cui motivazioni o non sono del tutto sviscerate (nel caso delle figlia) o paiono un po&#8217; labili (nel caso del padre). Ma a fronte di tali personaggi, ve ne sono due davvero ben riusciti: la madre e il figlio. Il conflitto che generano e vivono dà loro l&#8217;opportunità di spiegare le motivazioni del loro agire e delle loro reazioni agli avvenimenti (al contrario di quanto accade agli altri due personaggi penalizzati da una certa staticità).<br />
Il lavoro di Pierattini è stato portato in scena da <strong>Veronica Cruciani </strong>che, oltre a firmare la regia dello spettacolo, ha anche assunto il ruolo della figlia. La sua è stata una regia sobria, tutta attenta a illuminare le ragioni dei personaggi. Ma, forse perché impegnata a dirigere gli altri attori, o forse a causa della fragilità insita nel suo personaggio (di cui si è detto), la sua interpretazione non è stata convincente.<br />
Neppure <strong>Gigio Alberti</strong> è stato pienamente convincente e vale anche per lui il sospetto che a remargli contro sia stata la fragilità del suo personaggio.<br />
Davvero lodevoli per incisività, invece, <strong>Milva Marigliano</strong> (una madre ansiosa e aggressiva) e <strong>Alex Cendron</strong> (un fratello pieno di rancore ma pronto ad aiutare colei che è stata la causa indiretta delle sue pene ma che resta pur sempre sua sorella).<br />
Spettacolo da vedere e applaudire.</span></p>
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		<title>Il ramo d&#8217;acacia</title>
		<link>http://culturaitalia.wordpress.com/2008/04/12/il-ramo-dacacia/</link>
		<comments>http://culturaitalia.wordpress.com/2008/04/12/il-ramo-dacacia/#comments</comments>
		<pubDate>Sat, 12 Apr 2008 16:45:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Danilo Ruocco</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Letteratura]]></category>

		<category><![CDATA[Enrico Proserpio]]></category>

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		<description><![CDATA[Il ramo d&#8217;acacia di Enrico Proserpio edito da Lulu (http://www.lulu.com/content/1170138) è un romanzo di formazione. Ambientato nel Fascismo, racconta del viaggio del giovane massone  Ettore nella conoscenza: un viaggio sia reale (da Firenze a Parigi), sia simbolico (dall&#8217;inferno e ritorno). Ettore, alla fine del suo personalissimo percorso iniziatico, potrà dirsi un uomo giusto, un [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><p style="text-align:justify;"><span style="font-family:verdana;font-size:medium;"><strong><em>Il ramo d&#8217;acacia</em></strong> di <strong>Enrico Proserpio</strong> edito da Lulu (<span style="text-decoration:underline;"><a href="http://www.lulu.com/content/1170138">http://www.lulu.com/content/1170138</a></span>) è un romanzo di formazione. Ambientato nel Fascismo, racconta del viaggio del giovane massone  Ettore nella conoscenza: un viaggio sia reale (da Firenze a Parigi), sia simbolico (dall&#8217;inferno e ritorno). Ettore, alla fine del suo personalissimo percorso iniziatico, potrà dirsi un uomo giusto, un uomo che, seppur spinto da sentimenti di vendetta, di fronte al suo nemico saprà compiere la scelta più opportuna per sé e per gli altri.<br />
Si è detto che il protagonista è un massone <em>(l&#8217;acacia del titolo è la pianta sacra della Massoneria)</em>. L&#8217;ambientazione nel ventennio fascista, allora, non è di secondaria importanza: Mussolini, infatti, perseguitò gli appartenenti alla Massoneria, considerandoli pericolosi nemici del Fascismo anche in ragione del loro credo nella democrazia.<br />
Ettore, giovane massone, suo malgrado diventa il protagonista di un &#8220;intrigo internazionale&#8221;: testimone oculare di un duplice omicidio, scampato a un duro pestaggio ad opera del comandante della squadraccia fascista autrice del delitto, Ettore si fa fuggiasco, sognando la vendetta. Passando da una città all&#8217;altra, viene in contatto con diversi fratelli massoni, ognuno dei quali gli trasmette parte del suo sapere. Ma la sete di conoscenza di Ettore si spegne anche presso altre fonti: uomo dalle larghe vedute, non snobba le conoscenze di un gruppo di rom&#8230;<br />
Scritto in modo fluido, il primo romanzo di Enrico Proserpio è avvincente e ha il giusto ritmo. L&#8217;autore calibra assai bene tutti gli elementi della sua storia: suspence, storia d&#8217;amore, notizie storiche, scene di violenza e conoscenze rituali.<br />
Se ne consiglia la lettura.</span></p>
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		<title>Non è permesso essere vecchi</title>
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		<pubDate>Sat, 29 Mar 2008 17:25:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Danilo Ruocco</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Teatro di prosa]]></category>

		<category><![CDATA[Antonio Calenda]]></category>

		<category><![CDATA[Gianrico Tedeschi]]></category>

		<category><![CDATA[Italo Svevo]]></category>

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		<description><![CDATA[ 
Già a inizio di secolo scorso essere vecchi poteva essere un problema: il mito della giovinezza andava, infatti, imponendosi. Essere giovani era già un dovere cui non ci si poteva sottrarre. Italo Svevo, attento lettore della società, ne aveva capito il dramma e ne ha scritto un&#8217;opera teatrale: La rigenerazione. Nel testo, un 76enne [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><p align="justify"><a href="http://culturaitalia.files.wordpress.com/2008/03/gianrico-tedeschi-e-sveva-tedeschi.jpg" title="Tedeschi"><img src="http://culturaitalia.files.wordpress.com/2008/03/gianrico-tedeschi-e-sveva-tedeschi.jpg" alt="Tedeschi" align="top" border="1" hspace="2" vspace="2" /></a><font face="Verdana"> </font></p>
<p align="justify"><font face="verdana" size="4">Già a inizio di secolo scorso essere vecchi poteva essere un problema: il mito della giovinezza andava, infatti, imponendosi. Essere giovani era già un dovere cui non ci si poteva sottrarre. <b>Italo Svevo</b>, attento lettore della società, ne aveva capito il dramma e ne ha scritto un&#8217;opera teatrale: <i><b>La rigenerazione</b></i>. Nel testo, un 76enne (per l&#8217;epoca un vecchio senza ombra di dubbio, oggi sarebbe appena un anziano) decide di farsi operare per poter guadagnare qualche anno di giovinezza (vigore sessuale compreso). Svevo tratta l&#8217;argomento con una certa leggerezza, anche se, qui e là, fa cadere qualche domanda cui non dà risposta: ad esempio, si chiede, se sia giusto che un giovane muoia per una malattia degenerativa mentre, invece, a un vecchio è concesso di tornare giovane.<br />
A interpretare il pimpante vecchietto ci ha pensato <b>Gianrico Tedeschi </b>(in splendida forma fisica). Tedeschi ha saputo dare un giusto ritmo da commedia alla pièce, ritmo che è piaciuto molto agli spettatori. Il suo è stato un vecchio che finge morigeratezza, ma che in realtà sogna di portarsi a letto la serva di casa. Alla prima occasione, anzi, organizza un &#8220;festino&#8221; con Rita la cameriera, ma quando avrebbe dovuto concludere, si addormenta! In realtà, sembra dire Tedeschi (e Italo Svevo per mezzo suo), l&#8217;unica vera giovinezza cui si può accedere quando si è vecchi è quella della memoria: nel sogno e nel ricordo, infatti, il vecchietto è arzillo e &#8220;capace&#8221;, mentre nella realtà la vecchiaia prende il sopravvento.<br />
A fianco di Tedeschi una buona compagnia di attori, tra cui si nominano solo <b>Fulvio Falzarano</b> (nel ruolo dell&#8217;inopportuno signor Enrico), <b>Lidia Kozlovich</b> (nel ruolo della moglie del pimpante vecchietto) e <b>Sveva Tedeschi</b> (nel ruolo della loro figliola).<br />
Non del tutto riuscite le scene troppo spoglie di <b>Pier Paolo Bisleri</b>. Belle, invece, le musiche di <b>Germano Mazzocchetti</b>. Discreta la regia di <b>Antonio Calenda</b>.</font></p>
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		<title>Rumore rosa</title>
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		<pubDate>Wed, 19 Mar 2008 21:25:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Danilo Ruocco</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Teatro di prosa]]></category>

		<category><![CDATA[Motus]]></category>

		<category><![CDATA[stroncatura]]></category>

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		<description><![CDATA[Rumore rosa di Enrico Casagrande e Daniela Nicolò con Silvia Calderoni, Nicoletta Fabbri ed Emanuela Villagrossi è uno spettacolo di un&#8217;ora che parla di donne e dura 58 minuti di troppo.
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			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><p align="justify"><font face="verdana" size="4"><i><b>Rumore rosa</b></i> di Enrico Casagrande e Daniela Nicolò con Silvia Calderoni, Nicoletta Fabbri ed Emanuela Villagrossi è uno spettacolo di un&#8217;ora che parla di donne e dura 58 minuti di troppo.</font></p>
<img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/categories/culturaitalia.wordpress.com/92/" /> <img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/tags/culturaitalia.wordpress.com/92/" /> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/culturaitalia.wordpress.com/92/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/culturaitalia.wordpress.com/92/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/culturaitalia.wordpress.com/92/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/culturaitalia.wordpress.com/92/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/culturaitalia.wordpress.com/92/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/culturaitalia.wordpress.com/92/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/culturaitalia.wordpress.com/92/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/culturaitalia.wordpress.com/92/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/culturaitalia.wordpress.com/92/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/culturaitalia.wordpress.com/92/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=culturaitalia.wordpress.com&blog=2762809&post=92&subd=culturaitalia&ref=&feed=1" /></div>]]></content:encoded>
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		<title>L&#8217;amore infelice di Leonardo</title>
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		<pubDate>Sat, 16 Feb 2008 10:52:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Danilo Ruocco</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Teatro di prosa]]></category>

		<category><![CDATA[Betti Pedrazzi]]></category>

		<category><![CDATA[Carlo Goldoni]]></category>

		<category><![CDATA[Paolo Graziosi]]></category>

		<category><![CDATA[Toni Servillo]]></category>

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&#8220;Vi amo troppo e voi mi amate pochissimo&#8221; tale è la considerazione che Leonardo rivolge a Giacinta, sua futura sposa al calar del sipario sul primo tempo della Trilogia della Villeggiatura di Carlo Goldoni per la regia di Toni Servillo. Una frase che dà la dimensione della tragedia personale di Leonardo: consapevole di amare una [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><p align="justify"><a href="http://culturaitalia.files.wordpress.com/2008/02/servillo_trilogia.jpg" title="Toni Servillo"><img src="http://culturaitalia.files.wordpress.com/2008/02/servillo_trilogia.jpg" alt="Toni Servillo" align="top" border="1" hspace="2" vspace="2" /></a><font face="verdana" size="4"></font></p>
<p align="justify"><font face="verdana" size="4">&#8220;Vi amo troppo e voi mi amate pochissimo&#8221; tale è la considerazione che Leonardo rivolge a Giacinta, sua futura sposa al calar del sipario sul primo tempo della <i><b>Trilogia della Villeggiatura</b></i> di <b>Carlo Goldoni</b> per la regia di <b>Toni Servillo</b>. Una frase che dà la dimensione della tragedia personale di Leonardo: consapevole di amare una ragazza che non lo ama, ma spinto dall&#8217;amore che prova per lei a sposarla e a esserne geloso. La regia di Servillo, infatti, mette in rilievo proprio l&#8217;amore infelice di Leonardo. Lo fa mettendo in posizione di preminenza (il calar del sipario) la battuta riportata e lo fa dando una rilevanza assoluta alla fisicità: a differenza di quanto si è soliti vedere nelle commedie goldoniane, infatti, gli attori della compagnia di Servillo si toccano, si abbracciano o si tengono a distanza. Giacinta accarezza (sensualmente) l&#8217;uomo di cui è innamorata (Gugliemo) e tiene a debita distanza l&#8217;uomo che diventerà suo marito. Il corpo - a differenza delle parole - non mente: Giacinta, infatti, dichiara verbalmente di amare Leonardo, ma con il linguaggio non verbale lo rifiuta, mentre accoglie Guglielmo che respinge a parole. Giacinta è frigida con Leonardo ma passionale con Gugliemo. Entrambi la amano ed entrambi sono destinati all&#8217;infelicità per causa sua: ella, infatti, sceglie di sposarsi con Leonardo perché più che l&#8217;amore è bene seguire le regole imposte dalle convenienze sociali. Giacinta, insomma, nella regia di Servillo, diventa una ragazza, tutto sommato, odiosa e scioccamente razionale (la mente prima del cuore, questo potrebbe essere il suo motto).</font></p>
<p align="justify"><a href="http://culturaitalia.files.wordpress.com/2008/02/servillo-pedrazzi_trilogia.jpg" title="Toni Servillo e Betti Pedrazzi"><img src="http://culturaitalia.files.wordpress.com/2008/02/servillo-pedrazzi_trilogia.jpg" alt="Toni Servillo e Betti Pedrazzi" align="top" border="1" hspace="2" vspace="2" /></a><font face="verdana" size="4"></font></p>
<p align="justify"><font face="verdana" size="4">Una regia, quella di Servillo, raffinata, colta ed elegante, supportata da costumi bellissimi (di <b>Ortensia De Francesco</b>) e da scene altrettanto belle (di <b>Carlo Sala</b>). La recitazione imposta agli attori va brevemente analizzata: i ragazzi sono apparsi convincenti, mentre le ragazze no. <b>Anna Della Rosa</b> nel ruolo di Giacinta è apparsa distante, razionale e isterica. Una chiave di lettura del suo personaggio, indubbiamente, ma non è stato del tutto convincente il modo dell&#8217;attrice di realizzarla. In altre parole, Anna Della Rosa è apparsa falsa. Anche <b>Eva Cambiale</b> (Vittoria) ha tenuto una recitazione troppo sopra le righe, costantemente isterica. Buone, invece, le prove di <b>Andrea Renzi</b> (un Leonardo a tratti infantile, a tratti consapevole) e <b>Tommaso Ragno</b> (un Gugliemo a volte comico per la sua serietà e compostezza). Ottima l&#8217;interpretazione di <b>Betti Pedrazzi</b> (Sabina volitiva e comicamente sensuale) e quella di <b>Paolo Graziosi </b>(un tenero e svagato Filippo). Di livello superiore quella di <b>Toni Servillo</b> (un Ferdinando affettato, effeminato e cicisbeo).<br />
Spettacolo da non mancare.</font></p>
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		<title>Ad ognuno il suo mestiere</title>
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		<pubDate>Thu, 07 Feb 2008 22:38:12 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Danilo Ruocco</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Teatro di prosa]]></category>

		<category><![CDATA[Erri De Luca]]></category>

		<category><![CDATA[Gabriele Mirabassi]]></category>

		<category><![CDATA[Gianmaria Testa]]></category>

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		<description><![CDATA[Chisciotte e gli invincibili di Erri De Luca potrebbe essere uno spettacolo coinvolgente e con i ritmi giusti se in scena non ci fosse Erri De Luca: il noto scrittore, infatti, è padrone della parola scritta, ma digiuno dell&#8217;arte oratoria e dell&#8217;attore. Le sue parole che, presumibilmente sulla pagina prendono vita, nella sua bocca muoiono [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><p align="justify"><font face="verdana" size="4"><i><b>Chisciotte e gli invincibili</b></i> di <b>Erri De Luca</b> potrebbe essere uno spettacolo coinvolgente e con i ritmi giusti se in scena non ci fosse Erri De Luca: il noto scrittore, infatti, è padrone della parola scritta, ma digiuno dell&#8217;arte oratoria e dell&#8217;attore. Le sue parole che, presumibilmente sulla pagina prendono vita, nella sua bocca muoiono zoppicando e trascinandosi. Non lo aiutano né la dizione incerta, né la memoria e neppure la voce tutt&#8217;altro che stentorea. In definitiva, quando Erri De Luca dice le sue (e le altrui) parole diventa penosamente noioso. Altra cosa, si crede, sarebbe lo stesso spettacolo se a recitarlo fosse un attore vero o, anche solo, un vero attore: le parole di De Luca prenderebbero vita e forma e risuonerebbero vere in teatro.<br />
Fortunatamente De Luca  non è solo in scena: al suo fianco ci sono il cantautore <b>Gianmaria Testa </b>(che canta i versi di grandi poeti del Novecento da lui stesso musicati: la poesia è parola e la parola è musica) e il clarinettista <b>Gabriele Mirabassi</b>. Due artisti che sanno tenere la scena e imprimerle un ritmo appropriato.<br />
Il pubblico del Teatro Donizetti di Bergamo è stato largo d&#8217;applausi e ha ottenuto anche il bis.</font></p>
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