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Posts Tagged ‘Francesco Esposito

Sviene o si addormenta?

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Ieri sera è andata in scena al Teatro Donizetti di Bergamo una brutta versione dell’Anna Bolena di Felice Romani e Gaetano Donizetti. A dirigerla il Maestro Fabrizio Maria Carminati, fischiato dal pubblico della prima. Nel ruolo del titolo Dimitra Theodossiou che, nonostante non abbia convinto pienamente, è stata, invece, applaudita dal pubblico. Si tace, per ritegno, sugli altri interpreti dell’opera e si passa con decisione a parlare della regia di Francesco Esposito. Si tratta, forse, di una delle peggiori realizzazioni spettacolari che mi sia mai stato dato di vedere (e assicuro che a teatro sono andato spesso). Si sospetta che Esposito, nella sua vita, avrebbe, forse, voluto fare il fotografo e non il regista teatrale: mai visto uno spettacolo dove gli interpreti raggiungono la fissità della morte. Praticamente, se si fosse potuti – a mo’ di videoregistratore – procedere con “l’avanti veloce”, gli interpreti e il coro sarebbero sembrati ugualmente immobili. Una noia mortale che è durata – minuto in più, minuto in meno – quattro (diconsi 4) ore! Nella famosa scena nella quale Anna, accusata ingiustamente, sviene, ci siamo chiesti se la cantante fosse svenuta o si fosse addormentata vinta, anche lei, dalla noia. Non aiutava lo spettacolo neppure la scenografia di Italo Grassi che era, semplicemente, brutta: una serie di panche ferree sistemate a mo’ di anfiteatro. Roba così non si vede neppure nei campetti di calcio di sperdute periferie. Incongrua. Il pubblico del Teatro Donizetti ha dato segni di insofferenza dalla fine del primo atto: una voce si è levata dalla platea associando lo spettacolo al valium. Dal loggione, nel corso dello spettacolo, uno spettatore ha invitato il cast a tornare a casa. E, al calar del sipario, il pubblico ha rumorosamente protestato contro lo scempio fatto ai danni di Donizetti proprio nel teatro a lui dedicato. È stato un coro unanime di “vergogna!”, di “buu” e di fischi. Tutti meritatissimi.

Written by Danilo Ruocco

28 Ottobre 2006 alle 12:10 pm

La rossa pazzia di Lucia

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Trionfo per la prima di Lucia di Lammermoor di Cammarano-Donizetti diretta da Antonino Fogliani per la regia di Francesco Esposito al Teatro Donizetti di Bergamo. Nel ruolo della protagonista una assai brava Désirée Rancatore che ha saputo rendere pienamente la delicatezza mentale e fisica di Lucia che, per amore infelice, impazzisce. La trama della Lucia di Lammermoor è nota e non brilla per originalità: un amore contrastato per ragioni politiche conduce alla tragedia: lei (Lucia) impazzisce e lui (Edgardo) si suicida. Ciò che forse va sottolineato è il modo impiegato da Donizetti per rendere la pazzia di Lucia: l’uso di una musica delicata. Lucia, infatti, sente «un’armonia celeste» e Donizetti tenta riprodurla nello spartito. E, va detto, il quadro della pazzia di Lucia è quello meglio riuscito dello spettacolo: il regista ha voluto che Lucia entrasse in scena scendendo i bianchi gradini di una ripida scala. Ella è di bianco vestita e, mentre scende, perde pian piano il rosso mantello. Al termine della discesa sulla scala sarà rimasta una metaforica lunga scia di sangue resa dal mantello rosso. Per il resto, lo spettacolo pare un po’ troppo fermo: la gestualità dei cantanti (tutti giovani) è, a dir poco, misurata e i movimenti irrisori. La scena è assente (ma resa con pochi e generici arredi di scena) e i costumi di tonalità scura (è inverno, infatti). Qualche tocco di colore lo si ha quando nevica rosso (son petali di rosa o è una visione di Lucia?) e nella già citata scena della pazzia di Lucia. Va segnalato il fatto che il regista, durante la sinfonia iniziale, ha aperto il sipario mostrando al pubblico quello che sarebbe stato il quadro finale: in tal modo lo spettacolo ha assunto la funzione di un lungo flash back esplicativo. Bravi i cantanti. Bravo il Direttore. Lunghi e insistiti applausi finali. Affermazione personale di Roberto De Biasio nel ruolo di Edgardo.

Written by Danilo Ruocco

15 Ottobre 2006 alle 11:03 am